Mentre il Presidente Mandelli cerca per l'ennesima volta (e con scarsi risultati) di arginare l'onda di piena del fenomeno della vendita, senza la dovuta prescrizione, di farmaci soggetti a ricetta medica nelle farmacie, continua lo stillicidio delle famose "mele marce" che sfruttano la loro preziosa posizione di monopolio per truffare il SSN.
Trento. Farmacista arrestato per truffa: emesse ricette false per 300mila euro
Dopo aver incassato i rimborsi dal Servizio sanitario, avrebbe rivenduto i medicinali all'estero
Da "Il gazzettino.it"
TRENTO (4 marzo) - Un farmacista di Merano è stato arrestato dai carabinieri del Nas con l'accusa di avere falsificato ricette per 300 mila euro. Secondo l'accusa, il professionista, dopo aver incassato i rimborsi dal Servizio sanitario, avrebbe rivenduto i farmaci all'estero. Le ricette erano state sottratte da alcuni ospedali della Provincia di Bolzano tra il 2005 ed il 2008. Nell'ambito delle indagini sono stati denunciati un'altra farmacista e un cittadino macedone, coinvolti nella truffa.
Posted by admin on Thursday 04 March 2010 - 21:52:49
Farmaci fascia C, Ghedini (Pd): "Venderli in parafarmacia"
Da "help consumatori" 03/03/2010 - 15:44 È stato presentato in Senato un disegno di legge per la vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione organizzata. Una "fase due" del percorso avviato con le liberalizzazioni di Bersani, come spiega la senatrice del Pd e prima firmataria Rita Ghedini.
Un disegno di legge per riproporre la vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie e nei corner salute dei supermercati, continuando il percorso avviato dalle liberalizzazioni dell'allora ministro Pier Luigi Bersani e riaffermandone il valore sia a livello imprenditoriale sia a livello di una buona concorrenza nella distribuzione dei farmaci. È stato presentato in Senato, prima firmataria la senatrice del Pd Rita Ghedini, il ddl "Norme in materia di dispensazione dei medicinali esclusi dall'assistenza farmaceutica", una "fase due" del percorso avviato con le liberalizzazioni del 2006, come spiega a Help Consumatori la senatrice del Partito democratico Rita Ghedini.Ricorda Ghedini: "Nell'ambito di quei provvedimenti ce n'era uno, contenuto nel decreto legge 223 del luglio 2006, che prevedeva la possibilità di dispensare farmaci per automedicazione e farmaci non soggetti a prescrizione medica, quelli che tecnicamente vengono denominati SOP e OTC, all'interno delle parafarmacie e degli angoli della salute, più genericamente definiti corner, nella grande distribuzione commerciale e dei supermercati. Si trattava del primo step di un percorso di liberalizzazione nella dispensazione dei farmaci che già all'epoca prevedeva, come stadio successivo, la possibilità che si arrivasse negli stessi contesti a poter dispensare farmaci anche soggetti a prescrizione medica, purché al di fuori del Servizio Sanitario Nazionale, non rimborsabili dal SSN né parzialmente né totalmente".
Ancora una "farsa" corporativa da parte della FOFI
Comunicato stampa congiunto
La Federazione Esercizi Farmaceutici (FEF), l’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane (ANPI) e il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF), anche in rappresentanza dei farmacisti non titolari, stigmatizzano duramente la posizione della Federazione Nazionale Ordini dei Farmacisti (FOFI) che incontrando una rappresentanza delle associazioni delle parafarmacie ha ribadito ancora una volta il proprio profilo corporativo.
Mentre una parte delle parafarmacie si trova in seria difficoltà, per le ragioni più volte denunciate, i vertici dell’Ente che dovrebbe rappresentare tutti i farmacisti fanno promesse che sanno di non poter mantenere, prendendo letteralmente in giro i propri iscritti. La reiterata farsa di FOFI che propone un maxi-concorso per nuove sedi farmaceutiche, con la quale vuole far credere di dare soluzione alle numerose problematiche delle parafarmacie è eticamente vergognoso, scorretto ed indegno del ruolo istituzionale che dovrebbe ricoprire. La verità è che ancora una volta che la FOFI e il suo management in particolare, dimostrano quale ruolo intende rappresentare: essere “cinghia di trasmissione” degli interressi dei titolari di farmacia. La FOFI deve chiarire una volta per tutte quale ruolo intende svolgere, se quello attuale di “sindacato aggiunto” dei proprietari di farmacia o quello per cui ha l’unica legittimazione dallo Stato: ente ordinistico di rappresentanza di tutti i farmacisti italiani.
Nuove farmacie con l’attuale sistema legislativo se ne possono aprire in numero estremamente esiguo pena l’implosione degli equilibri su cui si regge l’attuale monopolio. E’ certo che una percentuale rilevante di quelle poche sedi poste a concorso sono sedi con un numero di abitanti talmente esiguo da essere rifiutate e quindi riproposte da decenni. L’obiettivo della FOFI e dei titolari di farmacia è chiaro: far chiudere le parafarmacie attraverso una strategia di logoramento a tutti i livelli.
La FEF, l’ANPI e il MNLF si opporranno a tale strategia con tutte le loro forze e si appellano ai cittadini e alle associazioni dei consumatori perché sostengano le parafarmacie e difendano le liberalizzazioni.
Al documento hanno aderito anche le Associazioni di parafarmacie del Triveneto, della Sicilia e della Calabria.
Ancora un tentativo di chiudere definitivamente “la partita” con le parafarmacie e le liberalizzazioni. E’ successo ieri al Senato durante la discussione del decreto “Milleproroghe”. Sul filo di lana il senatore del Pdl Salvo Fleres ha presentato un proprio emendamento che prevedeva lo stop incondizionato al rilascio di nuove licenze per le parafarmacie e il relativo contingentamento di quelle già aperte ad un parametro d’abitanti (una ogni 20.000 abitanti) tale da determinare la chiusura della maggioranza degli esercizi aperti con il decreto Bersani. Proposta che non ha trovato seguito per la presentazione da parte del Governo di un maxiemendamento. E’ un vero e proprio “assedio” quello perpetrato dalla corporazione dei titolari di farmacia, tutto pur di chiudere la “falla” di competitività che si è aperta nel rigido muro del monopolio delle farmacie. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti stigmatizza duramente tali tentativi che - ribadisce in una nota - hanno dei mandanti precisi in coloro che non si sono rassegnati ad operare in un mercato con un minimo di concorrenza e confronto delle capacità anche imprenditoriali.Critiche sono mosse anche nei confronti del Ministro della Salute Ferruccio Fazio: “il neo Ministro è consigliato da troppo soggetti che hanno interesse a difendere posizioni di privilegio, ascolti con più attenzione coloro che hanno a cuore l’interesse generale e meno le corporazioni”, il riferimento è all’insediamento del tavolo sull’assistenza farmaceutica che dovrebbe discutere anche di riordino del servizio farmaceutico.Il Ministro Fazio - continua la nota - è mal consigliato, crede che si debba prima chiudere “il rubinetto” delle nuove licenze per le parafarmacie e poi far lentamente scomparire quelle già aperte. Un proposito errato - secondo il MNLF - che non tiene in alcun conto delle oltre 5000 famiglie che vivono di quest’attività, delle associazioni dei consumatori e della volontà dei cittadini che in maggioranza hanno apprezzato le liberalizzazioni. Al Ministro consigliamo - conclude il MNLF - di occuparsi molto più attivamente di come si comportano le farmacie e dell’abitudine, tutta italica, di dare farmaci, anche pericolosi, senza la presentazione della ricetta medica in casi non urgenti. Consiglio che viene rivolto anche al Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini Farmacisti (FOFI) palesemente schierata a difesa del ruolo monopolistico delle farmacie.MNLF - Ufficio Stampa
Posted by admin on Friday 12 February 2010 - 20:47:50
da il Salvagente 4-11 febbraio 2010 di Lorenzo Misuraca
Continua a colpi di lettere incrociate all'Antitrust, la guerra che ormai da quattro anni oppone le parafarmacie al sistema tradizionale di vendita dei medicinali, costituito dalle farmacie. I farmacisti (titolari n.d.r) non hanno mai digerito la liberalizzazione della vendita dei farmaci d'automedicazione (Otc) e senza obbligo di prescrizione (Sop), come l'aspirina, avviata da Bersani nel 2006 all'epoca del secondo governo Prodi. La liberalizzazione ha comportato per le farmacie un'erosione del giro d'affari, seppur minima, ma al comtempo un guadagno in termini di sconti e disponibilità sul territorio dei medicinali per il resto degli italiani. Eppure a distanza di anni, l'ostruzionismo non accenna a scemare. tanto che la Federazione esercizi farmaceutici (Fef), che rappresenta le parafarmacie, si è rivolta all'Antitrust per le "grosse discriminazioni" subite per mano dei distributori di medicinali. leggi l'articolo completo
Posted by admin on Friday 05 February 2010 - 16:07:05
Da lettore di centrodestra rimango allibito e amareggiato dal venire a conoscenza del disegno di legge S863 Gasparri/Tomassini che. di fatto, comporterà un ritorno al monopolio delle farmacie nella vendita dei farmaci da banco. Mi sarei aspettato, da un governo che si ispira a principi di libertà di mercato, una ulteriore spinta alla liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C (non rimborsabili dal Sistema sanitario nazionale), anche nelle parafarmacie, visto che il farmacista è oggi obbligatoriamente presente alla dispensazione di tutti i farmaci, sia in parafarmacia sia nei corner degli ipermercati. perchè tarpare le ali a un settore, quello delle parafarmacie, in forte espansione e che sta dando eccezionali sbocchi lavorativi a una categoria, quella dei farmacisti non titolari, sino ad oggi sfruttata ed umiliata?
Posted by admin on Friday 29 January 2010 - 16:39:59
A distanza di quattro anni dal decreto Bersani che ha liberalizzato la vendita dei farmaci da banco (quelli senza obbligo di ricetta medica), è ancora scontro tra parafarmacie e sistema distributivo. le prime, che sono autorizzate a vendere solo i farmaci privi di ricetta, lamentano di essere discriminate dai grossisti, i cosidetti distributori intermedi. Secondo la Fef (Federazione esercizi farmaceutici), che le difende, "numerose segnalazioni proveninti da tutto il territorio nazionale" impedirebbero di "competere ad armi pari sul mercato". In che modo? Con "contratti modificati unilaterlmente, dall'oggi al domani, margini di ricavo irrisori, pagamenti alla consegna, minimi d'ordine giornalieri". La Fofi (l'ordine nazionale dei farmacisti) nega l'esistenza di iniziative discriminatorie ispirate da titolari di farmacia. Sta di fatto che il nodo è rimasto. La Fef, presieduta da Marco Esposito ha inviato anche una segnalazione all'autorità Antitrust, che già in passsato è intervenuta con delle sanzioni in materia di distribuzione di farmaci. La Fef ha circostanziato l'accusa nei confronti di un distributore con sede in Campania ma che lavora anche in Puglia, Marche, Liguria e Lombardia. A dicembre, infatti, il distributore avrebbe inviato una lettera alle parafarmacie (ma non alle farmacie tradizionali) per avvisare di alcune condizioni restrittive. Della vicenda è stata avvisata l'Adf (Associazione distributori farmaceutici) guidata da Carmelo Riccobono, la quale ha risposto alla Fef dicendosi disponibile ad approfondire il problema condividendo la pari dignità tra farmacie e parafarmacie. Ora bisogna vedere se l'Antitrust aprirà un'indagine e se questo avrà delle conseguenze.
Posted by admin on Friday 29 January 2010 - 15:29:53